L’autrice mette in gioco se stessa quale figlia adottiva, in un racconto autobiografico nel quale quindi nomi, luoghi, circostanze sono reali quasi a non complicare l’orientamento nella ricostruzione di una vicenda umana densa di sofferenze ed incertezze.
L’incontro con la madre atteso, immaginato nell’infanzia, si svolge drammaticamente nella disillusione e nella frustrazione.
La madre è infatti fortemente disturbata e suscita nella figlia ansia e paura per cui ella non riesce ad accettarla né ad amarla.
Questo racconto autobiografico esprime anche il rimpianto per quel mancato perdono ed accoglienza. (Si segnala l’intervista con l’autrice A.M. Homes nell’inserto Almanacco dei libri – “La Repubblica”, sabato 24 novembre 2007)
A.M. HOMES, La figlia dell’altra, Ed.Feltrinelli, 2007 – Traduzione, A.Cioni

